EQUITA’

Avete notato . A differenza dell’immediato dopo insediamento Monti nelle lunghissime apparizioni televisive ora non pronuncia più la parola equità.

Bisogna pagare e basta , colpa del mondo.

Metodo e linguaggio analogo quello degli amministratori regionali , impegnati mano e piedi a svuotare i portafogli degli Umbri . Colpa dei tagli del Governo , di quel Governo che a Roma appoggiano e a Perugia indicano come capo espiatorio.

E così tasse , ticket e via elencando schizzano in alto.

Sembra proprio che la Regione, anche tramite le aziende pubbliche, abbia approvato un nuovo calendario della caccia , ma al soldo.

Ad esempio Umbra Acque ne ha fatte di tutti i colori. Dal deposito obbligatorio , ai pozzi al taglio delle agevolazioni per le famiglie numerose.

L’alternativa del “dimagrimento” sembra sempre più trascurata.

Anzi di fronte ad una babele di società pubblico – private si affaccia l’ipotesi di ulteriori carrozzoni.

Le consulenze aumentano nonostante personale in esubero.

Si tolgono le Comunità Montane per far nascere Agenzia e 12 “ provincette “ ( Unioni dei Comuni “.

Webreb , definito da consiglieri di maggioranza il “bubbone dei bubboni “ non si tocca e via elencando.

Franco Battistelli

 

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REPUBBLICA,IL FATTO QUOTIDIANO E DI PIETRO


La Repubblica commentando la sentenza della Corte Costituzionale sulla ammissibilità dei quesiti referendari sulla legge elettorale, ha sottolineato la delusione di quel milione e 217 mila cittadini che, pur avendo firmato per l’abrogazione del “Porcellum”, ora si sentono defraudati di un diritto che rende unica la nostra Costituzione e deprivati di uno strumento partecipativo che esalta la democrazia diretta.

Sempre su Repubblica Altan con la sua vignetta dice che i giudici mettono l’ombrello in culo a quel milione e 217 mila cittadini.

Il Fatto Quotidiano di Padellaro e Travaglio, con un grande titolo, hanno così sintetizzato la giornata di venerdì: «Il Giorno delle due porcate» associando la sentenza della Corte alla decisione su Cosentino alla Camera.

Di Pietro è andato oltre . Comunque tutti insieme danno concreta testimonianza che la democrazia e la giustizia in Italia vale solo in particolari circostanze e che comunque vanno osannate quando in qualsiasi modo colpiscono gli altri e rinnegate quando li riguarda.

Questa logica è stata esposta con violenza e rozzezza da Di Pietro (ora si capisce meglio quali erano le sue qualità di magistrato), ma i su menzionati giornali che si dicono democratici non sono da meno.

Franco Battistelli

 

 

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NECESSITA’

L’attuale legge elettorale va modificata, a prescindere dalla decisione presa della Consulta sul referendum.

 

Sono anni che sosteniamo questa necessità.

 

Prendiamo atto che ora anche il segretario nazionale del PDL Alfano ravvisa la necessita di modificare in ogni caso l’attuale legge elettorale al fine di restituire, ai cittadini, il diritto di scegliere i propri candidati mantenendo fermo il principio bipolare che consente di scegliere il presidente del Consiglio, la maggioranza e il relativo programma elettorale.

 

Franco Battistelli

 

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IL TEMPO E’ GALANTUOMO

Una manovra del Governo Monti da oltre 45 miliardi di euro, la situazione è rimasta pressoché invariata con lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi che continua a ballare sopra i 500 punti e Piazza Affari in deciso affanno. Per usare un detto popolare «il tempo come sempre è galantuomo».

Insomma, in qualche modo una piccola rivincita per un Berlusconi a cui per mesi è stato chiesto di farsi da parte proprio in nome dei mercati.

Allora andiamo oltre e vedremo che, come al solito , si attribuisce all’evasione fiscale il male e la soluzione. Il premier Monti ricicla l’espressione “mettere le mani nelle tasche degli italiani” anche perché è incompleta visto che sono alcuni italiani evasori a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti onesti». Al netto dei toni felpati che ama usare Monti, un vera vera e propria scusante per mascherare la debolezza in Europa.

Magari si risolvesse il problema dell’evasione fiscale ma si indichi il modo, che non è solo lo spettacolare intervento a Cortina.

Ma sul piatto non c’è solo la lotta all’evasione, visto che il governo si prepara a varare le misure sulle liberalizzazioni.

Anche di questo Monti sembra giocare sull’immagine non sulla sostanza.

Taxisti, farmacisti sicuramente importanti ma irrilevanti rispetto ai servizi pubblici locali e allo sterminato elenco di aziende pubbliche ad essi collegati.

Dato che il tempo è galantuomo, ne vedremo delle belle ( per modo di dire ).

Franco Battistelli

 

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NOI SICURI

Continua con successo la sperimentazione del sistema “Velo OK” sulle strade del Comune di Deruta.

Su Via Tiberina Nord le rilevazioni del traffico effettuate prima e dopo la messa a regime del sistema hanno infatti evidenziato un calo della velocità media di 3,5 km/h, con un calo delle infrazione di quasi il 40%.

A San Nicolò di Celle, l’altro punto interessato dalla sperimentazione, i risultati sono ancora più incoraggianti, con un calo della velocità media di circa 6 km/h ed una diminuzione delle infrazioni di circa il 60%.

In particolare

A DERUTA ( Via Tiberina Nord ) PRIMA : Entro i limiti 46,4% – Oltre i limiti 53,6 %- Infrazioni annue 1.356.184

A DERUTA ( Via Tiberina Nord )DOPO: Entro il limiti 67,3 %- Oltre i limiti 32,7 % - Infrazioni annue 765.086

A S.NICOLO’ DI CELLE PRIMA : Entro i limiti 71,6 %Oltre i limiti 28,4 %Infrazioni annue 331.329

A S.NICOLO’ DI CELLE DOPO : Entro i limiti 88,2 %Oltre i limiti 11,8 %Infrazioni annue 178.759

A breve, il sistema entrerà a regime anche in Via Casalina, a Sant’Angelo di Celle ed in Località Viale, tutti punti della viabilità urbana piuttosto critici, come evidenziato dalle attività di monitoraggio del traffico già effettuate, con punte di velocità ben oltre i 100 km/h su un limite consentito di 50 km/h!

Il sistema si basa su l’installazione a margine della strada di una serie di colonnine arancione (10 quelle fin qui attivate nel Comune di Deruta) estremamente visibili agli automobilisti, recanti l’indicazione del limite di velocità e della presenza del controllo elettronico. Le colonnine “Velo OK” possono fungere da semplice dissuasore oppure, alloggiando al proprio interno in modalità random le apparecchiature di rilevazione di velocità, possono fungere da vero e proprio “autovelox”. Ma a prescindere dalla messa in funzione o meno dell’apparecchiatura di controllo, il ripetersi in serie delle colonnine rende costante l’effetto dissuasivo lungo tutto il tratto di strada coperto, durante tutte le 24 ore.

Le colonnine “Velo OK” sono completamente mobili ed il loro continuo riposizionamento sul territorio consente di controllare a turno tutti i punti più critici e di mantenere costante nel tempo la credibilità e l’efficacia del sistema.

Dopo una prima fase di attività puramente dissuasiva che ha consentito ai cittadini di prendere gradualmente confidenza con il nuovo sistema la Polizia Municipale ha cominciato a mettere in funzione a turno le colonnine, per mantenere alta nel tempo l’attenzione degli utenti della strada verso il rispetto dei limiti”.Sono state rilevate le prime infrazioni.

L’installazione del “Velo OK” a Deruta è la prima dell’innovativo sistema nella Provincia di Perugia ed è inserita tra le attività di “Noisicuri”, il progetto integrato di sicurezza stradale al quale il Comune di Deruta ha recentemente aderito e che prevederà nel tempo la partenza altre importanti iniziative nel campo della sicurezza stradale.

Il progetto Noisicuri ed i risultati della sperimentazione del sistema “Velo OK” saranno illustrati ai cittadini di Deruta nel corso di una assemblea pubblica prevista per il mese di gennaio.

Franco Battistelli

 

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MANICARETTI

In questi giorni natalizi siamo bombardati da notizie televisive e giornalistiche sul crollo dei consumi.

Parlano di stime che danno un -20%.

Qualcuno ha addirittura indicato la percentuale di scarti e di avanzi: il 25% dei manicaretti natalizi sarebbe finita nella pattumiera.

A lanciare queste cifre sono associazioni di categoria ,senza spiegare chi ha fatto le rilevazioni, quale istituto abbia mobilitato migliaia di intervistatori per misurare puntualmente il disastro.

Nessuno riesce a sapere quale metodologia sia stata utilizzata o con quale mezzo sia stata fatta la rilevazione.

Allora viene da pensare che si tratta di bufale interessate .

Non voglio dire che non ci sia la crisi e che i consumi non siano in calo, ma la misurazione e i dati che la rappresentano oggi sono evidenti invenzioni per chi cerca visibilità a poco prezzo.

Franco Battistelli

 

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BUON NATALE

I più sinceri Auguri a tutti!

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NUOVA PIAZZA

Con la presente i cittadini di S.Nicolò di Celle chiedono all’Amministrazione Comunale di cambiare l’intitolazione di Piazza XX Settembre in Piazza Unità d’Italia per le motivazioni di seguito riportate:

In circa due anni , dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861 , nacque , da un’Italia divisa in sette Stati, il nuovo Regno : un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati Italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell’Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia.

 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato ; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Art. unico

Il Re Vittorio Emanuele II assume per se e i suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente , munita del sigillo di Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti osservarla e di farla osservare come legge dello Stato .

Torino addi 17 marzo 1861 “

 

Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n.4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia , che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 del Parlamento , nella quale è stato votato il relativo disegno di Legge .

Il 21 aprile 1861 quella legge diventa la n.1 del Regno d’Italia.

 

A distanza di 150 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia sono diverse le iniziative che lo Stato , attraverso il Comitato istituito per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia , ha posto in essere ( cerimonie commemorative sui luoghi della memoria, esposizioni, mostre, convegni, ecc ) demandando agli Enti territoriali l’incarico di disporre quanto sia necessario per la realizzazione degli eventi previsti dal suddetto comitato e di dare vita ad iniziative che arricchiscono il cartellone degli eventi nazionali che ricordano in una realtà sempre più “ capillare “ , per la partecipazione attiva di tutte le comunità locali , l’evento storico su cui si basa l’unità dell’attuale Stato Italiano Repubblicano.

 

Il Presidente della Repubblica ha dichiarato:

… le iniziative in programma per il 150° anniversario fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest’impegno si nutra di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani , di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione .

Ieri volemmo farla una ed indivisibile , come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell’unità ed indivisibilità come fonte di coesione sociale ,come base essenziale di ogni avanzamento…”

 

Appare significativo, dunque , intitolare una piazza riqualificata, che attraverso una nuova pavimentazione e nuovi arredi da piena dignità all’intero paese di S.Nicolò di Celle , come forte riconoscimento del valore e dell’importanza dell’unità d’Italia.

 

 

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MEA CULPA MANCANTI

MEA CULPA MANCANTI

Feteci caso: in ogni intervista sulla manovra economica varata dal governo Monti, tutti i dirigenti del Pd, a cominciare da Bersani, fanno sempre una premessa, che suona più o meno così: “Se l’Italia è arrivata sull’orlo del precipizio, la colpa è del governo Berlusconi”. Il bello è che i giornalisti ossequiosi nemmeno provano a chiedere delle precisazioni pur sapendo che niente è di più falso.

All’origine della crisi c’è l’elevato debito pubblico dell’Italia, pari a quasi il 120 per cento del pil, considerato dalla speculazione troppo alto per garantire i titoli emessi.

E questo debito il governo Berlusconi non lo ha creato, ha solo provato a ridurlo.

Il debito è frutto soprattutto di decenni di spesa consociativa praticata per mantenere il consenso elettorale di cui uno degli artefici principale è sicuramente la sinistra.

 

E’ alla spesa facile di quegli anni che si deve una vera e propria esplosione di alcuni capitoli della spesa pubblica: la scuola trasformata in ammortizzatore sociale per mettere due maestre dove ne bastava una; la sanità usata dalle Regioni come un bancomat per le clientele; la previdenza per distribuire pensioni doppie e triple, vere e fasulle, giusto per fare qualche esempio. Il tutto con il contributo decisivo dei sindacati e dei loro patronati, che oggi hanno pure la faccia tosta di protestare e scioperare.

Franco Battistelli

 

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CONTE E MONTI

A Monti non si può chiedere tutto e subito ma non si può nemmeno pensare che si occupi solo del bilancio dello Stato. Senza fare valutazioni sulle misure adottate con il cosi detto “Decreto salva Italia”e senza pretendere che domani affronti tutti gli altri problemi del paese , vorremo però che qualche parola il Primo Ministro la spenda sulla giustizia ed in particolare sul caso Conte.

Quello che è accaduto all’on. Carmelo Conte, ex ministro socialista alle Aree urbane dal ‘91 al ‘93, è aberrante. Dopo vent’anni di calvario è stato assolto, anche in secondo grado, con formula piena perché il fatto non sussiste, dall’accusa di aver intrattenuto rapporti con la camorra.

Non solo fine della sua carriera politica , così come pure quella dei suoi collaboratori più stretti, ma addio serenità familiare.

Una vita a difendere la propria innocenza.
Dopo venti anni, e nonostante già in primo grado di giudizio fosse stato scagionato dall’accusa, Conte ha dovuto convivere con una colpevolezza “per sentito dire” come egli stesso ha tenuto a sottolineare. Già ,perché qualcuno, per convenienza propria o di altrui, questo deve essere la giustizia a stabilirlo, ha deciso che la vita politica del ministro Conte dovesse fermarsi proprio al suo apice.
Una storia come purtroppo molte altre ogni anno l’Italia è costretta a sopportare, seppure diversa nella matrice, ma simile nell’epilogo.
Così si riaffaccia con forza il problema della giustizia nel nostro Paese. Un tema purtroppo sempre attuale, al quale è urgente porre rimedio perché il fenomeno assume, poi, ulteriori interpretazioni sia a livello sociale, sia a livello economico.

La giustizia ingiusta e lumaca impedisce il regolare svolgimento dei processi, con la possibilità anche di far cadere in prescrizione quelli riguardanti possibili criminali, col rischio di trovarli liberamente in giro per il Paese, e con le spese processuali sostenute inutilmente. Sotto il profilo economico, invece, questo comporta anche mancati investimenti esteri in Italia: le imprese straniere sono infatti portate a scegliere nazioni più efficienti.
Franco Battistelli

 

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